

Le donne possono prestare volontariamente servizio nell'Esercito svizzero. In questo contesto per gli uomini e per le donne valgono gli stessi diritti e gli stessi doveri. Naturalmente a parità di prestazioni gli uomini e le donne beneficiano delle medesime opportunità.
Le donne possono prestare servizio militare se sono maggiorenni, sono in possesso della cittadinanza svizzera e hanno superato l’esame medico e sportivo al momento del reclutamento.
All’età di 17-18 anni tutte le donne svizzere ricevono un invito alla giornata informativa (GI) su base volontaria e possono essere reclutate a partire dall’età di 18 anni, di norma prima dei 24 anni. Chi desidera prestare servizio militare dopo i 24 anni può presentare una richiesta scritta per l’assolvimento della scuola reclute.
Le donne sono soggette all’obbligo di prestare servizio dopo aver apposto la propria firma, in seguito al reclutamento, durante il colloquio finale con un ufficiale di reclutamento.
Per prestare servizio militare è necessario parlare almeno una delle lingue nazionali della Svizzera, poiché l’istruzione nell’esercito si svolge in una o più lingue ufficiali.
No, solamente le cittadine svizzere possono prestare servizio militare.
Sì, le cittadine svizzere residenti all’estero possono annunciarsi volontariamente per il servizio militare. La procedura è la stessa seguita dai cittadini svizzeri residenti all’estero.
Sì, le cittadine svizzere aventi doppia cittadinanza possono prestare servizio militare per la Svizzera, a condizione che non abbiano già prestato servizio militare per un altro Stato.
Sì, in linea di principio è possibile prestare servizio militare anche senza una formazione completa.
Per alcune funzioni, come quelle di meccanica, è però necessaria una formazione civile.
Il primo passo è la ricezione dell’invito alla giornata informativa su base volontaria. In seguito, durante il reclutamento, verrà valutata l’idoneità e si procederà con l’incorporazione in una funzione. La scuola reclute inizierà quindi circa 3-12 mesi dopo.
È possibile trovare resoconti di esperienze reali, per esempio, sui canali social media di militari donna come Sarah Wichert (Instagram) oppure Georgina Mermod (Instagram). Nel podcast «Change The Game» (Change The Game Podcast | Podcast on Spotify) alcune donne raccontano perché hanno deciso di prestare servizio militare e condividono le loro esperienze. Inoltre, è possibile ottenere una prima panoramica del servizio visitando il sito web dell’associazione indipendente «FiT - donne in TAZ» (FiT).
È possibile trovare risposte alle domande relative al servizio militare per le donne in diverse occasioni: alla giornata informativa rivolgendosi al Servizio specializzato «Donne nell’esercito e diversità» (DnED) oppure durante il reclutamento. Inoltre, anche l’associazione «FiT - donne in TAZ» (FiT) e i canali social media di militari donna come Sarah Wichert (Instagram) e Georgina Mermod (Instagram) offrono spunti e risposte utili.
Al momento non sono in programma giornate di orientamento. È però possibile gettare uno sguardo alle diverse Armi e funzioni durante le giornate delle porte aperte (giornate delle porte aperte). Inoltre, le istruzioni prima del servizio, consigliate oppure obbligatorie per alcune funzioni, possono fornire uno spaccato rappresentativo della quotidianità militare (istruzione prima del servizio e esame d’idoneità).
Tutte le informazioni relative alla giornata informativa sono disponibili a questo link: giornata informativa.
La giornata informativa è organizzata dalle autorità militari cantonali (indirizzo dell’autorità militare cantonale).
Alla giornata informativa si impara tutto sui compiti dell’esercito, sulle opportunità d’istruzione e di carriera. Vengono illustrati i quattro team dell’esercito (team) e viene presentata una panoramica delle 120 diverse funzioni (FUNCTION FINDER), per consentire a tutte di riflettere su quali funzioni desiderano ricoprire. In questa occasione è inoltre possibile porre tutte le proprie domande relative al servizio militare.
No, la giornata informativa è un appuntamento ufficiale, i datori di lavoro e le scuole hanno quindi l’obbligo di fornire un permesso per questa giornata senza che vi siano conseguenze negative.
Sì, in linea di principio è possibile, ma è necessario richiederlo all’autorità militare competente del relativo Cantone (indirizzo dell’autorità militare cantonale).
Per il momento non ancora, ma il Consiglio federale prevede di rendere obbligatoria la partecipazione alla giornata informativa anche per le donne.
L’invito alla giornata informativa, per il momento ancora su base volontaria, viene inviato dal Cantone alle donne tra i 17 e i 18 anni.
Le oltre 120 diverse funzioni dell’esercito sono suddivise nei quattro team «Aiuto», «Appoggio», «Tecnica» e «Combattimento». Tutti i team hanno un compito di base e solo grazie all’operato congiunto di questi quattro team l’esercito può dispiegare tutta la sua forza. Il team «Aiuto» è presente nei casi d’emergenza. Il team «Appoggio» garantisce l’organizzazione dell’esercito. Il team «Tecnica» garantisce che tutto funzioni. Il team «Combattimento» è in diretto contatto con l’avversario.
Con il Team Finder (TEAM FINDER) è possibile scoprire, compilando un breve questionario, quale team dell’esercito è il più adatto. I risultati sono solamente raccomandazioni, è comunque possibile scegliere un altro team se lo si desidera.
Nell’esercito vi sono oltre 120 funzioni diverse, che forniscono tutte un contributo speciale al mandato di base di ogni team. Con il Function Finder (FUNCTION FINDER) è possibile scoprire, compilando un breve questionario, quale team dell’esercito è il più adatto per sé e quali compiti prevede.
Con il Function Finder (FUNCTION FINDER) è possibile scoprire, rispondendo ad alcune domande, quale funzione è la più adatta. I risultati sono solamente raccomandazioni, è comunque possibile scegliere un’altra funzione se lo si desidera.
I requisiti come i test sportivi, le lingue parlate e altre caratteristiche variano in base alla funzione. Nel Function Finder (FUNCTION FINDER) è possibile consultare i requisiti specifici di ogni funzione (come per esempio il punteggio necessario nel test sportivo).
Alla giornata di reclutamento è possibile indicare diverse funzioni che si desiderano ricoprire e che appartengono automaticamente a una determinata categoria di truppe. L’incorporazione dipende dal soddisfacimento dei requisiti e dalla quantità di personale che ricopre questa funzione di cui l’esercito ha bisogno. La priorità è sempre data alle necessità dell’esercito.
In quanto donna, se non si è d’accordo con l’incorporazione, non è obbligatorio firmare.
Sì, gli interessi personali vengono presi in considerazione, se corrispondono alle esigenze dell’esercito e se i requisiti della funzione che si desidera ricoprire sono soddisfatti.
Non necessariamente: la formazione civile può avere un ruolo per l’incorporazione in una funzione, ma non deve averlo obbligatoriamente. Tuttavia, alcune funzioni, come per esempio quella di meccanica, presuppongono determinate formazioni civili.
No, non è possibile scegliere con chi prestare servizio. È però possibile scegliere la data di inizio della scuola reclute. È quindi possibile, ma non è garantito, essere incorporate con amiche o conoscenti.
Sì, è possibile. In base alla funzione, le donne che prestano servizio possono essere un numero maggiore o minore.
No, non è possibile averne la garanzia. Tuttavia, alcune funzioni sono ricoperte da più donne di altre (si veda la domanda seguente).
Le Armi in cui le quote di donne sono maggiori sono le truppe di salvataggio, le truppe sanitarie e la polizia militare.
È possibile assumere tutte le funzioni se si parla tedesco, la maggior parte se si parla francese e alcune se si parla italiano. È quindi opportuno essere in grado di comprendere almeno una lingua tra il tedesco e il francese.
Nel Function Finder (FUNCTION FINDER) è possibile consultare il punteggio necessario nel test sportivo per ogni funzione.
Sì, è possibile. Innanzitutto, è necessario presentare una domanda all’organo cantonale responsabile della protezione civile. In caso di decisione positiva, si riceverà poi un invito al reclutamento, tenuto congiuntamente dall’esercito e dalla protezione civile. Durante il reclutamento vengono svolti diversi test volti a individuare la funzione più adatta. Ulteriori informazioni sulle donne alla protezione civile sono disponibili sul sito web dell’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) (le donne nella protezione civile).
Sì, è possibile prestare servizio civile a condizione di essere idonee al servizio militare. Dopo il reclutamento è possibile presentare al servizio civile la relativa domanda. Il servizio civile prevede un 50 per cento di giorni di servizio in più rispetto al servizio militare e comprende un impiego della durata di sei mesi di fila.
CR è l’acronimo di «corso di ripetizione». Nel modello CR i giorni di servizio da prestare dopo la scuola reclute sono distribuiti in corsi di ripetizione a cadenza annuale (di norma della durata di tre settimane per i soldati donne e quattro per i quadri). Nel modello di ferma continuata è invece necessario prestare tutti i giorni di servizio necessari (300 giorni) in una sola volta nell’arco di 11 mesi.
Nel modello CR le assenze dovute al servizio militare sono quindi nettamente più brevi, ma sono ricorrenti. Inoltre, è possibile spostare i CR, possibilità che conferisce a questo modello una certa flessibilità. Nel modello di ferma continua non viene più prestato servizio militare dopo avere assolto i 300 giorni necessari di fila, adempiendo così l’obbligo di prestare servizio. Questo modello costituisce un vantaggio per la pianificazione della propria vita (formazione, lavoro, famiglia).
Non tutte le funzioni sono disponibili nel modello di ferma continua e non vi sono garanzie di poter prestare servizio secondo questo modello. Inoltre, per poter scegliere il modello di ferma continua è necessario disporre della maturità oppure di un apprendistato concluso.
Tutte le informazioni relative al reclutamento sono disponibili sul sito dell’Esercito svizzero: giornate di reclutamento.
Con l’apposizione della propria firma durante il colloquio finale con un ufficiale di reclutamento in occasione del reclutamento ci si impegna a prestare servizio.
No, il reclutamento è un appuntamento ufficiale, i datori di lavoro e le scuole hanno quindi l’obbligo di dare un permesso per questa giornata senza conseguenze negative.
Idealmente prima del reclutamento si è già deciso due o tre funzioni che si desidera ricoprire.
Con l’app ready (app sportiva ready #teamarmee) è possibile prepararsi in modo mirato ai test sportivi del reclutamento.
Per determinate funzioni, alcune istruzioni prima del servizio possono essere obbligatorie o consigliate. Durante queste istruzioni si imparano argomenti specifici che possono essere utili per la funzione che si assumerà.
Il test sportivo viene presentato nel dettaglio e affrontato per la prima volta durante la giornata informativa. Successivamente, l’app sportiva «ready #teamarmee» (app sportiva ready #teamarmee) offre l’opportunità di prepararsi in modo ottimale al test sportivo.
Il test sportivo comprende le discipline di salto in lungo da fermo, lancio della palla medica, equilibrio su una gamba e corsa di resistenza progressiva (ulteriori informazioni e video sulle singole discipline). Al test sportivo si aggiungono poi i test medici e psicologici.
Non è richiesto alcun punteggio minimo, anche con un punteggio pari a zero è possibile svolgere determinate funzioni. Tuttavia, minore è il punteggio, minore è la selezione di funzioni possibili tra cui scegliere.
No, il punteggio del test sportivo non ha alcun effetto sulla decisione di idoneità, solo i test medici e psicologici sono decisivi per l’idoneità. Inoltre, è necessario superare i controlli di sicurezza relativi alle persone (controllo del casellario giudiziale, ecc.).
In caso di inidoneità al servizio militare è possibile essere idonee alla protezione civile e prestare servizio civile.
In caso di doppia inidoneità, le donne non sono tenute a pagare la tassa d’esenzione dall’obbligo militare. Le donne che risultano inidonee al servizio hanno l’opportunità di prestare servizio con condizioni mediche speciali (servizio militare con condizioni mediche speciali).
Il servizio militare offre l’opportunità di sperimentare il vero cameratismo, di assumersi responsabilità e di imparare a conoscere i propri limiti. Si apprendono competenze utili anche nella vita civile, si lavora in team per la società e si sviluppano disciplina e prontezza all’impiego, utili anche in futuro e motivo di orgoglio.
Il servizio militare fornisce competenze ed esperienze utili in molte situazioni professionali e aiuta così a conoscere meglio se stessi. Dopo la scuola reclute si riceve un attestato di formazione e di competenza. Le istruzioni dei quadri trasmettono competenze di condotta e organizzazione. Inoltre, è possibile ricevere contributi per la formazione oppure punti ECTS per i propri studi o per perfezionamenti.
In base alla funzione e al grado è possibile assolvere diverse istruzioni che sono riconosciute anche in contesto civile, come per esempio la licenza di condurre di diverse categorie e il corso di pronto intervento.
Grazie alla collaborazione con istituti di formazione è possibile richiedere il riconoscimento delle istruzioni dei quadri come punti ECTS accreditati sui cicli di studio. Inoltre, in determinati casi vi è la possibilità di riconoscere il servizio militare come stage professionale, per esempio per l’ammissione a scuole universitarie professionali.
Durante il servizio militare si riceve la cosiddetta indennità di perdita di guadagno di 69 franchi al giorno. A questa si aggiunge un soldo (6 franchi per le reclute, 7.50 franchi per i soldati) per ogni giorno di servizio prestato. Inoltre, i soldati sono coperti dall’assicurazione militare e non devono pagare i premi dell’assicurazione malattia se prestano servizio per oltre 60 giorni. In caso di problemi economici, è possibile rivolgersi al Servizio sociale dell’esercito.
Sì, in caso di idoneità è possibile assolvere un’istruzione dei quadri per diventare, per esempio, sottufficiale o ufficiale. L’idoneità viene valutata al momento del reclutamento oppure durante la scuola reclute.
Sì, vi sono diverse possibilità per lavorare per l’esercito: come sottufficiale di professione o ufficiale di professione, nell’ambito di impieghi di promovimento della pace all’estero, oppure nelle numerose professioni civili disponibili presso l’esercito.
Il servizio militare può essere impegnativo dal punto di vista fisico e mentale, ma segue un’introduzione graduale. Al momento del reclutamento si viene incorporate in una funzione adeguata al proprio livello di forma fisica.
Non si è mai lasciate sole: l’esercito offre un’ampia offerta di consulenza e assistenza che può essere d’aiuto in situazioni simili. A seconda delle proprie esigenze, è possibile rivolgersi al proprio comandante, al medico di truppa, al Servizio psicopedagogico dell’esercito oppure all’Assistenza spirituale dell’esercito. Inoltre, si può contattare anche il Servizio specializzato DnED, il Servizio sociale dell’esercito oppure l’Organo di mediazione per i militari.
Durante lo svolgimento del servizio o dell’istruzione viene messo a disposizione il tempo necessario per prendersi cura della propria igiene personale. Inoltre, in caso di dolori mestruali è possibile rivolgersi al medico di truppa. Gli articoli mestruali comuni e i medicamenti necessari sono responsabilità dei soldati donne.
Gli uomini e le donne alloggiano di norma separatamente e utilizzano impianti sanitari separati. Se, eccezionalmente, ciò non è possibile, si cerca insieme una soluzione adeguata, affinché tutti si sentano a proprio agio.
In caso di gravidanza è possibile ottenere un differimento del servizio militare. Tuttavia, se è sicuro dal punto di vista medico, è anche possibile continuare in un primo momento a prestare servizio. Si deciderà insieme ai medici quali compiti si possono svolgere in sicurezza.
Durante il servizio militare è possibile seguire un’alimentazione vegetariana, poiché è solitamente disponibile un’alternativa senza carne. Per alcuni regimi alimentari specifici, come l’alimentazione senza glutine o lattosio o quella vegana, non è invece sempre possibile cucinare pietanze separate. È possibile concordare soluzioni individuali prima del servizio con i comandanti e la cucina.
È possibile decidere in autonomia la data di inizio della scuola reclute. Inoltre, è possibile differire il servizio oppure prestare l’intera durata del servizio in una sola volta secondo il modello di ferma continuata. Durante il servizio è possibile richiedere congedi. I quadri possono interrompere il servizio. Infine, è disponibile anche il Servizio sociale dell’esercito, che può fornire sostegno in caso di problemi economici, familiari o giuridici.
Di norma è possibile tornare a casa nel fine settimana. Il congedo per il fine settimana dura solitamente dal venerdì sera o dal sabato mattina alla domenica sera. Tuttavia, nel fine settimana deve sempre essere presente sul posto una guardia e può essere necessario prestare servizio di guardia sul posto occasionalmente e non potere così tornare a casa.
No, durante il servizio si pernotta di norma dalla domenica sera o dal lunedì mattina fino al venerdì sera o al sabato mattina negli accantonamenti della truppa oppure, durante gli esercizi e gli impieghi, all’esterno (in tende, alloggi d’emergenza, impianti della protezione civile).
Sì, vi è la possibilità di farlo. Durante la scuola reclute vengono messi a disposizione due giorni di congedo da utilizzare liberamente e senza presentare alcuna motivazione. Al termine di questi è possibile chiedere il permesso di assentarsi mediante una domanda di congedo corredata della documentazione necessaria.
È possibile scegliere liberamente quando assolvere la scuola reclute. Ogni anno sono disponibili due date di inizio, una a gennaio e una a luglio.
È consigliabile assolvere la scuola reclute dopo la conclusione della prima istruzione (per esempio dopo un apprendistato o la maturità). Il Pianificatore SR può essere d’aiuto per scegliere il momento migliore per iniziare la scuola reclude.
Sì, secondo la legge militare se l’esercito non dispone di un numero sufficiente di volontari può imporre l’avanzamento una volta durante il servizio. In questo caso è necessario adempiere il servizio e i compiti richiesti.
Chi è soggetto al servizio militare ma non può conciliarlo con la propria coscienza può presentare richiesta di passare al servizio civile, anche dopo l’inizio della scuola reclute. Il sito web dell’Ufficio federale del servizio civile offre ulteriori informazioni sulle condizioni di ammissione e sul servizio civile.
Attualmente purtroppo gli episodi di sessismo e violenze sessuali nell’esercito non sono ancora stati completamente estirpati. L’esercito lavora in modo assiduo attraverso diverse misure e un atteggiamento di tolleranza zero per combattere la discriminazione e la violenza sessuale.
Per «discriminazione» si intende il trattamento ingiusto o peggiore di una persona per via di alcune sue caratteristiche, come per esempio il genere, la provenienza, la religione o l’orientamento sessuale.
Il termine «violenza sessuale» comprende tutti gli atti di natura sessuale non voluti oppure che si è costretti a compiere, come anche commenti inadeguati, contatto fisico indesiderato e situazioni che superano i propri limiti personali.
La discriminazione e la violenza sessuale non sono tollerate nell’esercito. In caso di episodi di discriminazione o violenza sessuale valgono regole precise e misure d’aiuto per tutelare le persone colpite.
Sì, l’esercito adotta un atteggiamento di tolleranza zero. Ciò significa che la discriminazione e la violenza sessuale non sono tollerate in alcun modo. Le vittime vengono sempre aiutate. È possibile rivolgersi a una persona di fiducia in ogni momento, come per esempio i comandanti, i medici, la polizia militare oppure altri servizi. L’esercito si impegna a instaurare una cultura aperta e sicura, nella quale tutti vengono trattati con rispetto e nessuno è lasciato solo.
I quadri sono responsabili dell’applicazione della tolleranza zero e, in situazioni simili, sono tenuti ad agire e a fornire sostegno.
Vi sono diversi organi di contatto e offerte di sostegno: le vittime possono rivolgersi al Servizio di segnalazione e consulenza del Servizio specializzato Donne nell’esercito e diversity (DnED, Servizio di segnalazione e consulenza), ma anche a interlocutori come i medici di truppa, l’Assistenza spirituale dell’esercito, il Servizio sociale dell’esercito, il Servizio psicopedagogico dell’esercito, l’Organo di mediazione per i militari oppure in caso d’emergenza o per sporgere denuncia la polizia militare.
Se possibile, è necessario segnalare l’episodio per prima cosa al proprio superiore e poi si deciderà insieme come procedere sul piano disciplinare o penale.
Nell’esercito tutte le persone devono essere rispettate. La diversità è importante, perché esperienze e competenze diverse rafforzano il team. Per questo motivo l’esercito intende promuovere in modo mirato la diversità.
Tutti hanno diritto a essere tutelati dalla discriminazione e l’esercito si impegna attivamente per migliorare e l’inclusione.
L’esercito adotta un atteggiamento di tolleranza zero rispetto alla discriminazione e alla violenza sessuale. Il Comando dell’esercito esige che i problemi vengano affrontati e che nessuno si giri dall’altra parte. Tutti devono vivere una cultura di apertura e rispetto.
Per «sicurezza» si intende la possibilità di vivere liberamente e senza paura in Svizzera e la tutela dei nostri diritti. Diversi attori statali collaborano insieme per mantenere la sicurezza e anche la popolazione si assume la sua responsabilità.
Per «difesa del Paese e della popolazione» si intende la protezione da parte dell’esercito della Svizzera e delle persone che vi abitano per mantenere la libertà, l’indipendenza e la sicurezza, nel caso si verifichi un tentativo di attaccare il Paese.
La salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo svizzero prevede il monitoraggio e il controllo dei cieli svizzeri da parte dell’esercito, garantendo così 24 ore su 24 che non si introducano aerei non autorizzati e intervenendo in caso di violazione delle regole.
Per «difesa del ciberspazio» si intende la protezione da attacchi hacker a sistemi informatici e di dati importanti. L’esercito evita danni, riconosce tempestivamente i pericoli e garantisce il continuo funzionamento sicuro di questi sistemi.
Le minacce provengono da attori che mettono in pericolo la sicurezza e la libertà d’azione della Svizzera e della sua società.
Le minacce interne provengono dall’interno del Paese, ne sono un esempio gli attentati terroristici e gli attacchi a installazioni importanti.
Le minacce esterne provengono dall’estero, ne sono un esempio la pressione politica, la diffusione di informazioni false e gli attacchi militari.
È possibile riconoscere le minacce grazie agli specialisti che monitorano e analizzano costantemente la situazione in Svizzera e all’estero e possono così individuare prontamente i tentativi di danneggiare la Svizzera nonché adottare misure tempestive.
I militari vengono chiamati in servizio per la difesa in caso di seria minaccia o attacco alla Svizzera.
In caso d’emergenza, i soldati di milizia ricevono un messaggio di allarme e devono entrare in servizio immediatamente. Poiché sono stati istruiti a tale scopo in precedenza, la Svizzera può impiegare numerosi soldati in tempi brevi in caso di evento reale.
Una mobilitazione è una rapida convocazione di soldati da parte dell’esercito, affinché siano pronti a difendere il Paese, per esempio durante una crisi.
Le donne possono annunciarsi volontariamente per il servizio militare. Assolvono le stesse procedure e gli stessi corsi di formazione degli uomini e possono svolgere qualsiasi funzione che sono idonee a ricoprire. Prestando servizio si rafforza la capacità di difesa della Svizzera e si contribuisce a tutelare la sicurezza del Paese.
L’esercito fornisce aiuto alle autorità civili solo su richiesta se i loro mezzi non sono più sufficienti, per esempio in caso di grandi catastrofi o emergenze speciali, e non lavora in autonomia ma solo come aiuto supplementare.
La protezione dalle catastrofi consiste nel proteggere persone, ambiente e installazioni importanti come centrali elettriche e fonti di approvvigionamento idrico in caso si verifichi una catastrofe naturale o un grave incidente. In questi casi l’esercito può fornire appoggio alle autorità civili, se necessitano di un aiuto supplementare.
Per «protezione di persone» si intende la difesa di soggetti particolarmente a rischio, per esempio in caso di catastrofi naturali.
Per «protezione di beni particolarmente degni di protezione» si intende la difesa di luoghi e oggetti importanti, come impianti per la produzione di energia, linee ferroviarie, beni culturali e edifici storici.
Le truppe dell’esercito che si trovano in prossimità di una catastrofe forniscono immediatamente aiuto, per esempio nello sgombero oppure nel supporto alla popolazione. In questo caso si parla di aiuto spontaneo. Se la situazione diviene più difficile, vengono impiegati team appositamente istruiti, quali le truppe di salvataggio. In questo caso si parla di aiuto militare in caso di catastrofe.
Tutte le persone, gli edifici importanti, impianti per la produzione di energia, infrastrutture per il traffico e persino i sistemi informatici possono essere minacciati. Le minacce possono avere luogo, per esempio, a terra, in volo oppure su Internet. Eventi simili possono verificarsi in qualsiasi momento e spesso senza preavviso.
L’esercito fornisce aiuto principalmente in Svizzera, ma in casi eccezionali può fornire sostegno anche in Paesi confinanti. Può prestare aiuto anche nell’ambito di impieghi di aiuto umanitario all’estero. Questi impieghi d’assistenza all’estero dell’esercito sono sempre intesi solo come sostegno e non come forza di primo intervento.
In occasione di catastrofi di grandi dimensioni, come per esempio i forti terremoti del 2023 in Turchia e Siria, alcuni team speciali dell’esercito possono aiutare a soccorrere le vittime e ad assistere i feriti. Inoltre, l’esercito può fornire anche sostegno attraverso trasporti, materiale, comunicazioni e consulenze.
Del sostegno in caso di catastrofe si occupano principalmente le truppe di salvataggio. Queste truppe dispongono di team appositamente istruiti, pronti all’impiego nell’arco di poche ore. Inoltre, anche altre unità possono fornire aiuto in base alla situazione e alle necessità.
La Svizzera fornisce aiuto in caso di pericoli gravi oppure situazioni d’emergenza particolari come le catastrofi. L’impiego può avvenire in Svizzera e, in casi eccezionali, anche all’estero.
Le catastrofi possono essere naturali, come inondazioni o crolli di roccia oppure di altra natura, come interruzioni prolungate di corrente (blackout) o attività terroristiche. In questi casi l’esercito fornisce aiuto per proteggere le persone e limitare i danni.
La protezione contro le catastrofi è principalmente di competenza delle truppe di salvataggio. Inoltre, le unità di diversi ambiti possono fornire sostegno a seconda dell’aiuto necessario.
La Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS) è una collaborazione tra Confederazione, Cantoni e Comuni per garantire la sicurezza nel Paese. Si occupa di coordinare le loro attività per poter reagire meglio ai pericoli.
La pandemia da COVID-19 ha rappresentato un esempio: in questa occasione la Rete integrata Svizzera per la sicurezza ha garantito la collaborazione tra Cantoni, ospedali, polizia ed esercito, assicurando che gli ospedali avessero un numero sufficiente di posti a disposizione e l’esercito potesse fornire aiuto per il trasporto di materiale e per i test.
Per «promovimento militare della pace» si intende l’aiuto che l’esercito presta all’estero per garantire la pace.
Circa 300 soldati dell’Esercito svizzero forniscono sostegno alle persone che si trovano nelle zone di conflitto e assicurano una convivenza pacifica.
Nell’ambito del promovimento militare della pace l’Esercito svizzero svolge numerosi compiti diversi, in base al luogo d’impiego e al mandato.
Per esempio, in Kosovo i soldati svizzeri sostengono la missione di pace KFOR e lavorano all’interno di team di monitoraggio, nei trasporti, nell’assistenza medica della truppa e nella polizia militare.
Gli impieghi di promovimento della pace sono limitati nel tempo. All’inizio vi è una fase di preparazione in Svizzera e poi si raggiunge il luogo d’impiego, dove si rimane di norma da sei mesi a un anno e si svolgono ogni giorno i propri compiti.
Vengono impiegati soldati svizzeri in oltre 12 missioni in Europa, Africa e Asia. Sorvegliano il rispetto dell’armistizio in Corea, forniscono sostegno alla KFOR in Kosovo, collaborano con le truppe di protezione EUFOR ALTHEA, si occupano dello sminamento umanitario e lavorano nei quartieri generali dell’ONU e dell’OSCE.
Gli impieghi a favore del promovimento militare della pace sono volontari. Le donne e gli uomini interessati possono candidarsi al Centro di competenza SWISSINT (SWISSINT Candidatura). I requisiti necessari sono la cittadinanza svizzera e il possesso di una licenza di condurre nonché di una formazione completa. In base ai compiti da svolgere, sono inoltre richieste competenze civili o militari.
Anche le donne che non hanno assolto un’istruzione militare di base o una scuola reclute possono candidarsi per un impiego nell’ambito della SWISSCOY/KFOR o della EUFOR Althea. Assolveranno una istruzione militare di base di tre settimane prima dell’istruzione specifica all’impiego.
Gli impieghi nel promovimento militare della pace sono sempre limitati nel tempo. Nei Balcani hanno sempre una durata massima di sei mesi, mentre altri impieghi, come per esempio quelli da osservatore militare ONU durano di norma un anno. Inoltre, prima dell’impiego i militari assolvono un’istruzione della durata di due o tre mesi in Svizzera.
Gli impieghi nel promovimento militare della pace possono comportare pericoli, poiché si svolgono in regioni caratterizzate da guerre e conflitti. I soldati vengono preparati in modo intensivo in Svizzera, dove imparano a valutare i rischi e ad agire correttamente, ma permane comunque un rischio residuo.
Per gli impieghi nel promovimento militare della pace è possibile candidarsi per partecipare come volontari presso il Centro di competenza SWISSINT. Tutte le informazioni relative alla candidatura sono disponibili al sito www.peacekeeping.ch oppure contattando la sezione del personale di SWISSINT via e-mail (rekr.swissint@vtg.admin.ch) oppure telefonicamente (058 467 58 58).
No, le donne non devono necessariamente avere assolto una scuola reclute per candidarsi per un impiego nell’ambito della SWISSCOY/KFOR o della EUFOR Althea. Inoltre, prima dell’impiego all’estero le donne assolvono un’istruzione militare di base per prepararsi al meglio per l’impiego.
La preparazione agli impieghi si svolge presso il Centro di competenza SWISSINT a Stans-Oberdorf (NW), un centro d’istruzione certificato a livello internazionale. L’istruzione è intensiva e varia e prevede, in base alle attività da svolgere, il servizio sanitario, l’autoprotezione, la guida, la sensibilizzazione della popolazione alle mine, l’istruzione alle armi, le regole dell’impiego, la comunicazione e la gestione dello stress.
Prestare un impiego nel promovimento militare della pace consente di raccogliere preziose esperienze personali e professionali e di contribuire attivamente alla sicurezza nelle regioni di crisi. Permette inoltre di imparare a lavorare in team internazionali, a risolvere conflitti, a reagire in modo flessibile alle sfide e a sviluppare competenze di condotta, decisionali e organizzative.
Sì, è possibile essere incorporate nell’esercito di milizia dopo aver prestato un impiego all’estero anche senza aver assolto precedentemente una SR. Le donne possono essere incorporate come soldati, sottufficiali o ufficiali specialisti e avere così accesso alle offerte di formazione e perfezionamento dell’esercito.
Papiermühlestrasse 14
Esercito svizzero
Comando Istruzione
CH - 3003 Berna