
Saffira Guinand è specialista RU nel Dipartimento federale degli affari esteri ed è stata una calciatrice ai massimi livelli. Nel 2024 decide di assolvere la scuola reclute come soldato veterinario a Sand per poi proseguire con la scuola sottufficiali e successivamente con la scuola ufficiali. Tra marce estenuanti e lezioni di cameratismo racconta in che modo il servizio militare l’ha aiutata a realizzarsi.
Saffira Guinand lavora come specialista RU nel Dipartimento federale degli affari esteri. Nell’estate 2024 decide di assolvere la scuola reclute nella sezione veterinaria a Sand (BE), motivata dall’idea di lavorare con gli animali. «Non ho subito pressioni da nessuno. Quello di fare il servizio militare è stato un desiderio personale», spiega. Saffira non si ferma lungo il cammino. Il desiderio di assumere delle responsabilità e di pianificare degli impieghi la spinge a fare carriera. Prosegue dunque con la scuola sottufficiali e successivamente con la scuola ufficiali. A forza di perseveranza e disciplina, la giovane donna consegue il grado di tenente nell’Esercito svizzero.
Prima di impegnarsi nell’esercito, Saffira ha già svolto una carriera nel calcio d’élite e ha giocato in squadre come Young Boys, Yverdon e Thun. Ha anche partecipato alla Coppa Coppa delle nazioni africane femminile con la squadra del Burundi, il Paese di origine di sua madre. Lo sport le ha permesso di acquisire qualità essenziali: disciplina, rigore e perseveranza. Queste sono doti preziose per affrontare le esigenze fisiche e mentali del servizio militare.
Fra i momenti più incisivi del suo percorso militare spicca una marcia compiuta durante la scuola ufficiali, nelle primavera 2025. Dopo lunghe ore di sforzo, l’ultima salita pare interminabile. «A quel momento non è più il fisico a cedere, bensì la mente», ricorda. In quelle situazioni il cameratismo diventa essenziale per riuscire a resistere.
Tuttavia, l’istruzione per diventare ufficiale le ha anche regalato degli insegnamenti permanenti: la gestione di sé e dei conflitti così come competenze in leadership. «Tra tutte le scuole che ho svolto, la scuola ufficiali è quella che mi ha insegnato più cose, a tutti i livelli. Mi ha permesso di ritrovare me stessa, di essere la persona che sono realmente: diretta, onesta e sicura delle mie scelte», afferma.
Contando circa un 1,6% di donne tra i suoi ranghi, l’esercito rimane un ambiente prevalentemente maschile. È questo uno dei motivi per cui alcune giovani donne esitano tuttora a impegnarsi: per timore di incontrare un clima sessista. Per Saffira si tratta di inquietudini legittime, che non devono però scoraggiare la vocazione. Rammenta che nell’esercito vige tolleranza zero verso il sessismo, il razzismo e le discriminazioni di qualsiasi genere. In quanto ufficiale prende sul serio il suo ruolo di esempio e si adopera per sensibilizzare i militari di fronte a questa problematica.
D’altro canto, Saffira osserva anche che in alcune occasioni la presenza femminile può facilitare determinate discussioni, specialmente quando sono in gioco delle emozioni. «Mi è già capitato più volte che degli uomini siano venuti a confidarsi apertamente con me raccontandomi i loro problemi, spiega. Non volevano parlarne con altri uomini per paura di apparire sensibili».
Tramite il suo percorso e il suo impegno Saffira Guinand vuole anche contribuire a far evolvere le mentalità e incoraggiare altre donne a intraprendere una carriera nell’Esercito svizzero.